Nuove proposte per il ddl Lavoro

Presentato oggi alla Commissione Lavoro del Senato un pacchetto di 16 emendamenti al ddl lavoro da parte dell’ex Ministro al Welfare Tiziano Treu (PD) e di Maurizio Castro (UDC) che è destinato ad operare una vera e propria rivoluzione per i precari ed in particolare per quelli che lavorano con un contratto a progetto.

Tre le innovazioni più significative: l’introduzione di un salario di base per i co.co.pro, di un assegno di disoccupazione e l’individuazione di alcuni parametri finalizzati ad identificare le “false” partite IVA.

Per quanto concerne il salario di base per i co.co.pro i senatori propongono di introdurre il concetto di “giusta retribuzione”, adeguata alla quantità e qualità del lavoro svolto e calcolata sulla base della media delle tariffe del lavoro autonomo e dei contratti collettivi.

L’assegno di disoccupazione, già presente nella vigente normativa sul lavoro nella forma dell’erogazione di un contributo “una tantum”, viene rafforzato nella proposta di emendamento prevedendo un periodo di sperimentazione della durata di tre anni a conclusione del quale i lavoratori dovrebbero accedere alla mini Aspi, l’assicurazione per chi perde il lavoro.
Su questo punto il Treu ha spiegato che il PD puntava ad ottenere da subito la mini Aspi ma che i vincoli finanziari non lo hanno permesso facendo optare per la sperimentazione.

Al fine di chiarire i termini della proposta, i relatori hanno portato il seguente esempio: un parasubordinato che ha lavorato per sei mesi dovrebbe beneficiare di un assegno di 6000 euro nell’anno successivo. L’emendamento include, inoltre, una ulteriore novità finalizzata a contrastare il fenomeno delle false partite IVA. L’emendamento propone di fissare in 18mila euro lordi il reddito minimo per poter considerare la partita IVA vera e non un modo per nascondere un rapporto di lavoro dipendente.







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